Dal 2010 ad oggi, i prezzi delle abitazioni nuove sono cresciuti del
30%, mentre quelli dell’usato sono calati mediamente dell’11%.
Gli operatori adesso segnalano evidente clima di prudenza, legato alla diminuzione della capacità di spesa dettata dal costo dell’energia e dall’inflazione.
Roma, 04 Giugno 2026 – Comunicato Stampa Fimaa Italia -
Il mercato immobiliare In Italia registra segnali positivi con le compravendite stimate in rialzo nel 2026 e prezzi in crescita, anche se le locazioni potrebbero registrare un leggero rallentamento. Nel consueto “Sentiment” di FIMAA Italia-Confcommercio, realizzato dall’Ufficio Studi e relativo al primo quadrimestre del 2026, gli operatori del settore prevedono compravendite in aumento dell’1-1.5% e prezzi degli immobili in crescita di circa il 2% che porteranno gli scambi del 2026 a superare le 770mila
transazioni registrate nello scorso anno. A trainare il mercato dovrebbe essere proprio il
settore residenziale già edificato a fronte della carenza di nuove unità e di soluzioni
riqualificate. Sul fronte delle locazioni la domanda dovrebbe continuare a superare l’offerta
con il conseguente aumento dei canoni, con il mercato delle locazioni che al momento
tende ad essere orientato verso formule contrattuali maggiormente flessibili.
“Il Sentiment evidenzia un mercato residenziale strutturato, con possibili oscillazioni
territoriali, ma comunque solido” commenta Santino Taverna, Presidente di FIMAA Italia.
“Si assiste alla carenza di prodotto nuovo o rigenerato che influisce sui valori delle unità. La
domanda – spiega Taverna – è orientata anche verso tipologie diverse dal passato: soluzioni
flessibili, spese di gestione contenute e servizi di prossimità in risposta alle mutate esigenze
del mercato. Bilocali e trilocali sono le unità maggiormente richieste da lavoratori mobili,
studenti, famiglie non più numerose e persone della terza età. Il mercato della locazione
continua invece a mostrare forti segnali di tensione su tutto il territorio nazionale”. La casa
rimane comunque l’investimento prioritario delle famiglie italiane e si registra un crescente
interesse anche da parte di investitori stranieri.
Per quanto riguarda le compravendite, nel primo quadrimestre del 2026, il 35% degli
operatori FIMAA rileva che l’offerta stia rallentando, mentre il 54% ritiene l’offerta assestata
sugli stessi livelli con una domanda stabile. Un terzo degli operatori ritiene che i prezzi
possano aumentare. Il numero delle compravendite rimane stabile per il 50% degli
operatori mentre per il 27% le transazioni potrebbero aumentare. FIMAA sottolinea che il
principale motore del mercato rimane l’acquisto della prima casa (30%) che potrebbe
crescere con la maggior facilitazione dell’accesso al credito. A frenare le intenzioni di
acquisto per l’usato da riqualificare sono principalmente i costi elevati di ristrutturazione
(33%) e la ridotta capacità di spesa delle famiglie erosa dall’aumento dei costi energetici e
dall’inflazione (25%). Le transazioni di nuova costruzione sono circa 54mila unità, pari al
7% del mercato.
“Questo trend è determinato da una serie di fattori – spiega Andrea Oliva, Responsabile
dell’Ufficio Studi di FIMAA Italia – a iniziare dai prezzi più elevati del nuovo e della maggiore
competitività determinata dai costi di riqualificazione dell’usato.
Dal 2010 ad oggi, i prezzi delle abitazioni nuove sono cresciuti del 30%, mentre quelli dell’usato sono calati mediamente dell’11%.
Dall’analisi, inoltre, emerge un clima di prudenza, legato alla
diminuzione della capacità di spesa dettata dal costo dell’energia e dall’inflazione”.
Per quanto riguarda le locazioni, FIMAA prevede una contrazione dell’offerta. I canoni di
locazione dovrebbero crescere in media del 3-4% con i contratti concordati che potrebbero
subire aumenti più sostanziosi (5% studenti). Il report evidenzia ancora un marcato
squilibrio tra domanda e offerta anche per i mesi a venire. Per il 64% degli operatori la
richiesta sarà in crescita mentre per il 58% l’offerta continuerà a diminuire.
“Anche se, nel 2025, la locazione di lungo periodo è rimasta la tipologia più utilizzata (39%),
il suo peso si è progressivamente ridotto” osserva Gian Luca Sondali, delegato dell’Ufficio
Studi al comparto Residenziale e Urbano di FIMAA Italia. “Risultano in crescita invece per i
contratti transitori (29%) a conferma di una domanda sempre più orientata alla flessibilità
abitativa. I contratti agevolati infine, raggiungono circa il 32% del totale, con un ruolo
significativo sia del concordato (25%) che per gli studenti (7%)” conclude Sondali.